Cronaca del primo veglione da brava massaia

Ieri ho detto che avrei avuto degli ospiti per la cena di S. Silvestro. Due coppie di adulti, niente di che (anche perchè nei miei 80 mq tutto compreso non ce ne starebbero di più!). Pare una banalità ma a) sono sempre stata una pessima cuoca; b) sono sempre stata una pessima donna di casa -e anche questo ormai lo sapete-; c) non ho una casa da copertina.

Mi ero organizzata bene, devo dirmelo. Sapendo perfettamente i miei limiti in cucina, ho ordinato ad un catering alcuni piatti da mangiare caldi, e per il resto ho preparato abbondante finger food, in parte da cuocere all’ultimo momento e in parte che andava preparato in anticipo.

Man mano che cucinavo, lavavo quel che sporcavo. Non ho la lavastoviglie ma non avendola mai avuta, non ne sento la mancanza (non ho nemmeno la tv, sono un caso disperato!). Lavavo piatti, posate, pentole ma anche piani di lavoro, tavola, pavimento ecc.

Anzi, meglio ancora: sapendo che poi avrei dovuto pulire, ho cercato di sporcare il meno possibile. E ci sono riuscita senza fatica.

Ma siccome non sono poi così perfetta come la racconto, mi sono accorta di avere un problemino… durante i miei decluttering compulsivi dei mesi scorsi ho eliminato dagli armadietti una montagna di cose… quindi mi ritrovavo ad avere soltanto 6 piatti uguali, ed eravamo in 8. Anche 6 bicchieri, 5 per la verità perchè uno era un po’ sbeccato, e 3 tazzine da caffé (noi lo beviamo all’americana e quindi con tazze grandi, rigorosamente diverse l’una dall’altra).

Prima che mi prendesse lo sconforto (e poichè non avevo nessunissima voglia di infilarmi nei meandri della gelida soffitta per recuperare i piatti del ‘servizio buono’) ho optato per la soluzione creativa: ho alternato i due servizi che avevo in casa -uno tinta unita ikea in gres da 4 soldi e l’altro in porcellana dipinta a mano ma perfettamente abbinabile- in modo che ogni commensale avesse tutti i piatti spaiati. Ho sfruttato la raccolta di vecchi spaiatissimi bicchieri di cristallo degli antenati del coniuge ed ho servito il caffé americano, quindi coi miei tazzoni etnici. Era disposto in modo così studiatamente spaiato che ho ricevuto complimenti per la mia solita originalità.

A costo 0. La fantasia mi ha permesso di gestire una situazione potenzialmente imbarazzante senza farmi uscire all’ultimo minuto a comprare cose inutili (perchè io non voglio avere in casa nuovi piatti, nuovi bicchieri e nuove tazze).

Per la prima volta dopo secoli  non mi sono sentita a disagio con ospiti a cena. E’ stata una serata divertente, ho continuato a pulire tutto man mano che cambiavamo i piatti, ma l’ho fatto in modo così naturale che la cosa è passata inosservata. Ad un certo punto alzo gli occhi al soffitto e cosa vedo? una piccola, orrenda ragnatela che penzola da una delle lampade. Un filetto dondolante.

Dopo un po’ rialzo gli occhi. E’ sempre lì. Proprio sopra di me. Avevo voglia di togliere quell’intruso, ma poi mi sono messa a ridere. Mi son detta che stavo per diventare come una mia adorata zia, che gira sempre con un assortimento di straccetti in tasca per pulire continuamente. Hahaha no grazie… la ragnatela ha festeggiato capodanno con noi.

Prima di andare a letto era tutto in ordine, mancava solo passare lo straccio a terra… e questa mattina è stato meravoglioso andare in cucina e trovarla col suo lavandino splendente!

Ho preparato la mia tazza di tè, sono salita sul tavolo e ho spolverato le lampade 🙂

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2 risposte a Cronaca del primo veglione da brava massaia

  1. Pe ha detto:

    Mi piacciono molto i servizi accoppiati in modo originale, pensa che io l’avevo fatto con delle flutes e calici da vino, tutti di vetro, ma con forme diverse. L’effetto se studiato bene è superlativo, molto meglio degli anonimi servizi “da ricevimento”.

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