Un quarto d’ora dopo l’altro faccio molte cose (e poi mi premio!)

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I primi giorni al lavoro si sono rivelati, come immaginavo, molto caotici. Quel che manca sempre, in questa grande azienda, è l’organizzazione, anche nelle piccole cose. Ieri mattina ad un certo punto mi sentivo una trottola, ed ho capito che non ce l’avrei mai fatta ad arrivare a sera senza lasciarmi delle code di cose da fare. Era tutto classificato ‘urgente’ e pure ‘prioritario’. Prima che mi cogliesse quel certo scoramento che mi porta a perdere efficienza ho deciso di usare lo stesso metodo che uso nei lavori di casa, impostare il timer a 15 minuti senza distrazioni, e poi depennare dalla lista quel che riuscivo a fare. Ho quasi eliminato la pausa pranzo, consacrandole solo 15 minuti, ma alle 17,30 avevo smaltito tutte le priorità (a cui comunque avevo dato un ordine di importanza) e sono uscita dall’ufficio leggera come una piuma. Per premiarmi, questa mattina mi sono fermata in fioreria ed ho comprato una pianta verde per la scrivania (sì, lo so che avrei tagliato le spese superflue, ma questo è un investimento in benessere…) e appena arrivata ho di nuovo preparato l’agenda a quarti d’ora. Soprattutto per le riunioni, che sono spesso molto dispersive e inutilmente lunghe. Ed è saltato fuori il tempo per la pausa pranzo ‘come si deve’ 🙂

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2 risposte a Un quarto d’ora dopo l’altro faccio molte cose (e poi mi premio!)

  1. Laura A. ha detto:

    Prima del metodo FlyLady, avevo avuto modo di apprezzare una tecnica di suddivisione dei lavori in piccoli step attraverso la “Tecnica del Pomodoro”, scoperta attraverso una mia collega, anche lei come me informatica e programmatrice, che oltre alla tecnica stessa mi ha fatto anche conoscere l’ideatore, l’italiano Francesco Cirillo. Ora questo metodo ha preso molto piede soprattutto nella programmazione in team, tanto da aver sviluppato un vero e proprio business sull’argomento (seminari, libri, timer ecc.).
    Io l’ho usata spesso e devo dire che i vantaggi sul lavoro si sono visti. Ti aiuta a mantenere la concentrazione per 25 minuti (tempo massimo fisiologico umano dopo il quale i livelli di attenzione scendono). Quando poi ho conosciuto FlyLady, non mi sono meravigliata affatto leggendo dell’uso del timer e anzi ne ho riapprezzato l’efficacia. Finché non l’ho mollato (il timer…) e come ti scrivevo tempo fa, pur continuando a fare le cose allo stesso modo, l’incantesimo non ha più funzionato come prima. Perché c’è sempre qualche (anche piccola) distrazione intorno a noi che non ci aiuta a mantenere il “focus”.
    Complimenti davvero per la tua costanza e determinazione, vai avanti così!
    Laura

    • Grazie per l’incoraggiamento 🙂
      Sììì conosco la ‘Tecnica del Pomodoro’, mi ci ero imbattuta qualche anno fa ed avevo scaricato anche dei pdf perchè mi sembrava semplice, geniale e assolutamente fattibile… ma per quando valide siano le tecniche, finchè io non disposta ad interiorizzarle non mi servono a nulla. Il caso ha voluto che proprio nel momento di massimo disordine organizzativo della mia casa (e vita) in azienda si sia iniziato a parlare di ‘Lean System’ e io sia stata coinvolta nel progetto. E’ stata adrenalina pura, ho vissuto la formazione sul doppio binario, professionale e personale, e posso dire di aver guadagnato moltissimo in entrambi i fronti (dal punto di vista delle conoscenze e delle motivazioni, sul piano economico sto ancora aspettando ;p)

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