Una buona to do list, ovvero come iniziare ad organizzare la quotidianità

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Svuotando la soffitta ho ritrovato anche liste di cose da fare datate 1990 e giù di lì. Sempre rigorosamente con alcune voci barrare col pennarello rosso ed altre, le più improbabili o meno gradevoli, intonse perchè, evidentemente, anche allora che avevo poco più di 20 anni tra ‘preparare regalo per Cristina’ e ‘riordinare mensola’ non avevo dubbi sulla priorità!!

Un paio d’anni fa (qualche mese prima di prendere atto di essere una disorganizzata compulsiva) iniziai a scrivere ogni mattina la mia to do list, sempre sullo stesso quadernino… così ho il reportage quasi gionaliero dei miei buoni propositi e relative derive.

Riguardandoli ora ‘che ne so un po’ di più‘ mi appare chiaro ed evidente che se l’idea era valida, il modo in cui la gestivo mi condannava in anticipo ad accumulare fallimenti e fruustrazioni (che puntualmente arrivavano). Anche rileggendo i primi post di questo blog mi accorgo di aver fatto notevoli passi avanti rispetto a quel che scrivevo a proprosito delle liste.

Che cosa ho imparato?

Punto primo: il momento adatto per scrivere la lista non è la mattina, ma il giorno prima. Io mi devo alzare sapendo già cosa farò, e può darsi che qualcosa possa esser fatto ancora prima di arrivare in ufficio (invece davo sempre per scontato che la mia giornata di casalinga iniziasse intorno alle 18, ora del rientro a casa);

punto secondo: ogni obiettivo importante dev’essere diviso in più sotto-obiettivi (che sono comunque obiettivi), e questi sotto-obiettivi possono essere distribuiti in più giorni;

punto terzo: serve una priorità delle cose da fare, altrimenti tenderò sempre a privilegiare quel che mi gratifica di più;

punto quarto: mi devo concentrare su quel che faccio, facendo una cosa alla volta,dandomi un tempo stabilito;

punto quinto: tutto quel che va fatto periodicamente (tutti i giorni, tutte le settimane ecc) deve diventare una routine;

punto sesto: privilegiare il ‘fare subito velocemente’ al ‘fare un’altra volta ma alla perfezione’.

Tutto questo l’ho capito leggendo libri, blog e articoli sull’argomento (e riflettendoci parecchio) e l’ho poi assimilato e soprattutto messo in pratica iniziando a seguire il metodo FlyLady. Uno dei punti di forza di questo metodo è il Control Journal, ovvero una propria personalissima agenda che diventa il fulcro dell’organizzazione (pulizie, appuntamenti di tutti i tipi, scadenze, idee, ma anche riflessioni, spunti, indirizzi ecc.).

E del Control Journal parlerò in un prossimo post, anticipo solo che mi ha veramente cambiato la vita: la differenza tra ‘essere perennemente smemorata’ e avere la situazione sotto controlla sta tutta nella gestione dell’agenda!

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2 risposte a Una buona to do list, ovvero come iniziare ad organizzare la quotidianità

  1. Laura A. ha detto:

    È così anche per me. Le liste hanno sempre avuto un effetto positivo su di me, che sono sempre stata caratterialmente “impostata” sin da piccola. Le ho riscoperte in un momento di caos lavorativo con il metodo GTD di Allen. E le sto applicando da diverso tempo anche per le cose personali. Ti invitano a riflettere, a fare pulizia mentale, ad alleggerirti la testa.
    Condivido esattamente i tuoi punti, soprattutto il primo: quando arrivo alla fine della mia serata (mezzanotte, l’una e a volte anche peggio, con una sveglia mattutina alle 5.45…) e sono stremata con le energie, perse anche solo vedendo il mio disordine intorno, l’unico atto che mi rimette in carreggiata è fare la mia lista “to do” per il giorno dopo. Perché la mattina sono più attiva e lucida per fare quelle cose più velocemente. E posso andare a letto senza rimuginarci sopra.
    Aspetto con ansia il tuo articolo sul CJ che è esattamente… il babystep dove mi sono fermata!! Ieri sera, a letto, li ho ripresi in mano e ho fatto un ripassino dei primi che sono quelli rimasti inculcati come routine.
    Io che però ho sempre vissuto con agenda o calendario (questi non li ho mai mollati) non capisco perché mi sono arenata proprio sul CJ, che vedo come una evoluzione del metodo agenda. Ma proprio qualche giorno fa, in una revisione di mobiletti (scorte detersivi e bagno), mi sono ritrovata a stilare la lista delle mie scorte (ne avevo proprio perso il controllo…) e mi sono sorpresa a pensare “queste, poi, le metterò nel CJ quando riuscirò a farlo” (ed era prima di iscrivermi al tuo blog…). Evidentemente sto covando lentamente la mia rinascita come persona nata ordinata, che si è smarrita nella strada di tutti i giorni…

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