Bandierina gialla: attenzione a non perdere le buone abitudini!

bandierina giallaSuccede che arrivino quelle settimane in cui si fa veramente fatica a seguire la casa con un po’ di costanza. Qui si vede l’importanza delle routines, perchè dovremmo compierle come un riflesso condizionato… si fanno e basta, senza chiedersi se ci siano la voglia, l’energia, la motivazione

E ok, così è. Ma il resto, in quest’ultimo periodo, mi manca un po’. Il lavoro sta assorbendo più tempo e più energie di quanto dovrebbe (un coordinatore che non sa coordinare è davvero una maledizione, soprattutto se ci si occupa di organizzazione… e quel posto doveva essere mio, sgrunt!) e, come spesso succede in questi casi, i problemi continuano anche a casa: telefonate, mail, riunioni improvvisate, sfoghi e grugniti continuni.

Il primo segnale che sto perdendo qualcosa mi arriva al mattino: non riesco più a leggere le mail di FlyLady. Tra tutte le abitudini, è sempre stata quella associata al tè delle 6 e mezzo: appena alzata, lavata e vestita, mi sedevo al pc e bevevo il tè leggendo il piano di volo, più le altre arrivate la sera prima. Mi caricavano e mi permettevano di focalizzarmi sugli obiettivi. Al lavoro non ho davvero tempo di guardare la posta personale… anzi, no, non è esattamente che non ho tempo: non ho la testa per farlo, e quando torno a casa il pc mi disgusta.

Il punto è che senza la lettura delle mail io mi sento la barchetta di Geppetto in mezzo al mare. Mi manca il faro, e mi manca vedere che la riva è vicina.

La casa, al momento, non mostra segnali visibili di trascuratezza. Mi sforzo, mi impongo, di fare quel che devo, ma mi accorgo che lo sforzo mi costa. Ogni giorno tralascio qualcossa per l’indomani, e poi vado a letto senza aver visto le mail, e il giorno dopo si ricomincia.

Questo per me significa dover alzare la soglia dell’attenzione. Significa bandierina gialla: ‘occhio che stai entrando in una fase un po’ pericolosa. Se non tieni tutto sotto controllo, rischi di cominciare a trascurare piccole cose, e poi di perdere le buone abitudini’.

Ho fatto così tanta fatica ad acquisire un metodo, e ci ho messo così tanto tempo per imparare a gestire la casa in scioltezza che non voglio proprio davvero correre il rischio di ritrovarmi di nuovo nel caos.

Come chi ha perso, con fatica e rigore, tutti i chili di troppo e si allarma quando i pantaloni faticano a chiudersi. Sa che non è una cosa grave, ma sa anche che serve attenzione.

Succede anche a qualcuno di voi? Oggi, domenica, voglio rifletterci un po’, serenamente, e cercare di capire come recuperare lo spirito smarrito senza però trasformare questo pensiero in uno stress aggiuntivo. La soluzione alla base, senz’altro, è lasciare le tensioni lavorative in ufficio… e il resto dovrebbe venire da sè.

(fonte foto: qui)

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8 risposte a Bandierina gialla: attenzione a non perdere le buone abitudini!

  1. Laura A. ha detto:

    La mia bandierina è decisamente rossa… Dopo aver “perso” (o più esattamente non sfruttato al massimo) la giornata di ieri, sabato, stamattina mi sono alzata con l’impegno di recuperare l’arretrato giornaliero e non procrastinare qualcosa che mi sto trascinando da un paio di settimane. È tanta roba da fare, è già mi vedo rallentare “psicologicamente” tra caricare una lavatrice e sistemare la spesa di ieri sera ma solo dopo aver fatto prima un profondo repulisti del frigorifero… È lì che mi aspetta, insieme al sacchetto dell’umido da gettare… Ma ce la posso fare… 🙂
    Il messaggio del tuo nuovo post è arrivato proprio dopo essermi vestita, scarpe ai piedi, letto rifatto e lavandino/piatti da riaffrontare… La verità, per me, è che la bandierina gialla si alza quando sono stanca, perché è questo che sento davvero come un ostacolo ai ritmi che dovrei fronteggiare. Non che io sia la donna più impegnata del mondo, ma ci sono dei momenti in cui ci si sente più scariche e questo non va mai ignorato. In queste ultime sere, ho dato priorità all’andare a dormire prima, perché riconosco che molta della mia stanchezza deriva dalle poche ore di sonno che mi concedo. Ma questa scelta è stata a scapito delle poche routine acquisite. Basta risaltare sul carrozzone, lo sappiamo bene…
    Cara Anna, le beghe lavorative hanno sicuramente il loro peso in questo tuo “rallentamento”, devi davvero lasciarle fuori della porta di casa. Vai di timer, e concentrati su una cosa sola. Penso che questa sia una soluzione la cui gestione è nelle nostre mani, che non dipende dagli altri.
    Io, paperetta in mezzo al mare in tempesta (e non so neanche nuotare…) sto per caricare il mio timer a forma di smile (se ti va di curiosare, sul gruppo di Flaylady Yahoo, sezione foto, cartella Laura, caricai a suo tempo una foto) e mi sto per dedicare prima al lavandino e poi al frigo…
    Dai, non mollare, che non sei sola… 🙂

    • Non mollo no! Hai ragione, la chiave sta nel lasciare al lavoro i problemi e tornare a casa ‘a un’ora decente’. Nelle ultime due settimane sono rientrata tardi, ovviamente stanca, nervosa, sempre al telefono, e quindi sono andata a letto tardi, portandomi dietro fastidio e stanchezza, ecc. Sì, condivido in pieno: sta a noi, e solo a noi, trovare la soluzione. Oggi intanto niente dolce domenicale, perchè ieri ho dimenticato di comprare le uova e altri ingredienti per un dolce facile 🙂

  2. koko pi ha detto:

    Dai Anna, non mollare! Sei una tosta tu! Risali a bordo, ci siamo qui noi tutte a sostenerti! ^_^

  3. Mammaalcubo ha detto:

    Sembra facile dividere la dimensione famiglia dalla dimensione lavoro, ma le tensioni in ufficio si ripercuotono sempre a casa. Almeno, per me è stato così quando lavoravo in una multinazionale e venivo trattata da zerbino. Se riesci a fartele scivolare scrivici un libro!

    • eh, magari riuscissi a farmele scivolare! devo proprio ‘compartimentare’ le situazioni, di solito mi viene bene… è che da quando c’è un imbecille totale che anzichè fare il suo lavoro disfa quello degli altri io… non ci riesco. Ma domani uscirò alle 17,30, tanto in ogni caso non posso risolvere le situazioni, e allora che me la prendo a fare? cui prodest?

      • Mammaalcubo ha detto:

        Approvo. Io sono una a cui piace dare il meglio, ma viste le condizioni al contorno in ufficio anche io alle 18 uscivo. Non mi pagavano straordinari, non mi avrebbero mai dato un aumento se non forse dopo decenni di lavoro, e allora la scritta in fronte proprio no!
        Goditi le ultime ore di relax al meglio 🙂

  4. Secondo me il riposo assoluto può aiutare a riprendere le forze ed ad attivarsi di conseguenza, come quando si ha la febbre e ce ne stiamo nel letto … quando ci rialziamo stiamo decisamente meglio.
    Sto sempre con la bandierina gialla ma appena diventa rossa, mi riposo, anche solo qualche ora e riparto!
    Forza forza!

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