Confessioni di una spendacciona

risparmiare soldiRicordate i miei buoni propositi? Un anno senza acquisti…

Aiutatemi, non ce la faccio!!!! Ho diviso le spese (quelle che NON dovrei fare) in varie categorie: cosmesi, bricolage, libri, scarpe e vestiti. Paradossalmente riesco a contenermi sull’ultima voce (forse perchè non sono più entrata in un negozio di abbbigliamento da 3 mesi?) ma cedo quasi quotidianamente su libri (cartaci ed elettronici), sui prodotti di bellezza (che nel mio caso si dovrebbero chiamare ‘conservanti’ vista l’età che avanza!) e su ‘varie ed eventuali’: un giorno è il raid allo spaccio di intimo, un giorno è l’ordine online di prodotti per l’autoproduzione, ieri tè e tisane… Consigliatemi uno di quei bei libri che tanto amo e mi possano motivare, per favore! Mi sento così frustrata, io e le mie debolezze! 😦

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8 risposte a Confessioni di una spendacciona

  1. Laura A. ha detto:

    Che dire… io ho lo stesso tuo problema ma con le scorte alimentari e non. Sto prendendo coscienza che se un articolo in casa finisce, non succede la fine del mondo se per qualche giorno ne resto priva e soprattutto… non vivo nel deserto!!
    L’ultimo episodio proprio lo scorso weekend: frezeer quasi murato, frigo strapieno, mi dico: “questa settimana niente spesa, che c’è da mangiare per un esercito… Prendo solo quel paio di cose fresche che servono e basta…”. Sono invece uscita dal supermercato con 50 euro di spesa… e meno male che avevo tutto!
    Il problema poi continua a ripercuotersi perché il frigo è effettivamente strapieno e non so dove mettere le cose comperate. E per svuotare il resto ci vuole comunque del tempo.
    E questo da qualche anno mi sta succedendo anche con i libri, a cui non riesco molto a rinunciare (cartacei, non cerco ancora molto gli e-book)…

    Non è per niente facile: mi rendo conto che in qualche modo il “non riuscire a rinunciare” è come se fosse di fondo “un’abitudine”, perché, nei fatti, l’abitudine perpetrata nel tempo di fare acquisti diventa una “routine”! E sappiamo bene che quando un’azione è diventata routine, ormai va in automatico…

    Per cui, leggendo il tuo post, mi sono trovata a pensare: e se trattassimo questa “non capacità a rinunciare” come se fosse una normale routine da modificare?
    Ovviamente, come insegna anche FlyLady, non possiamo pensare di modificare un’abitudine in quattro e quattr’otto, ma probabilmente dovremmo prenderci il tempo necessario, a piccoli passi anche lì. Io ci sto provando (a parte l’ultima spesa settimanale…) su altre cose meno urgenti. Diciamo che ho trovato un compromesso per reagire all’impulso di comperare una cosa quando questa finisce: la segno su una lista cartacea di futuri acquisti (organizzata per macrotipologia di prodotto, che prima o poi dovrà finire nel mio Control Journal) e già solo questa azione mi fa “dimenticare” l’urgenza dell’acquisto, che urgenza in realtà non è. In qualche maniera, è per me un modo di “spegnere” l’impulso mentale e non pensarci più. Poi in realtà, col passare delle settimane, se quell’acquisto è effettivamente necessario si compra. Ma molto spesso mi dimentico anche di guardare parte di quella lista, il che significa che a quella cosa non ci penso proprio più (e vivo lo stesso…). Un uso un po’ diverso, insomma, di usare la tecnica delle liste… 🙂

    Altri consigli non saprei dartene, al momento, visto che anche io sono in preda a questa frustrazione. Ma so anche che, sotto sotto, potrebbe essere un modo per “coccolarci” quando non siamo con l’umore alle stelle. Dovremmo diventare brave a coccolarci con meno cose materiali (che oltretutto riempiono le case) e un po’ più nell’anima. Ma ci vuole tempo ed un proprio ritmo personale per arrivare a quel traguardo. Il primo passo è averne consapevolezza, il secondo passo potrebbe essere un “babystep”… 😉

  2. Appoggio senz’altro la proposta di Laura. E’ proprio una tecnica consigliata, scrivo e mi do’ un tempo per pensarci. Se trascorso questo tempo (che ne so un mese o una settimana dopo) quell’acquisto mi sembra ancora così importante, allora procedo, altrimenti era forse solo un impulso momentaneo. Poi ci sta che alcune cose siano proprio coccole ma ce le possiamo concedere come premio (per aver delcutterato bene qualche cosa?). Può servire anche mettere da parte i soldini per qualche obiettivo più grandioso, un viaggio o qualche altra cosa che ci piace. Nel mio caso ahimè il portafoglio spesso piange e quindi le rinunce sono un po’ obbligate. Ciao!

    • Laura A. ha detto:

      Esatto Margherita. La teoria, per chi si occupa di queste tematiche, è facile impararla e anche molto bene (ho letto molto di decluttering, spaceclaring, feng shui, time management, procrastinazione ecc.) ma la pratica è un’altra storia. Ci vuole il tempo per assimilare e per adattare diverse tecniche alle nostre esigenze e alla nostra personalità. Tra alti e bassi, l’importante è provarci ed andare avanti, e non abbattersi. E darci supporto, condividendo le proprie esperienze e i propri trucchetti, come stiamo facendo…
      🙂 Ciao!

      • I soldi che io NON dovrei spendere non sono quelli di casa, ma quelli che prendo vendendo le mie piccole creazioni (tramite passaparola vengo spesso contattata da qualcuno che mi commissiona bijoux o borse o altri oggetti) Quei soldi li ho sempre usati per ‘autofinanziarmi’… ora vorrei davvero dimostrare a me stessa che posso tenerli da parte. Non sono grandi cifre, ma sicuramente potrebbero essere usati per qualcosa di utile o piacevole se, appunto, non li spendessi man mano che mi entrano in tasca. Grazie dei vostri consigli e della vostra solidarietà, probabilmente il segreto sta proprio nel riuscire a dirmi dei no e rinviare l’acquisto, Una volta rinviato, di solito, poi lo depenno.

  3. Elena ha detto:

    Anche a me capita periodicamente di avere momenti in cui comprerei qualsiasi cosa non strettamente necessaria. Quando prendono questi momenti cerco di stilare una lista delle cose di cui ho bisogno davvero, per esempio un paio di scarpe nuove perché quelle che ho si stanno rompendo, ecc…
    Scrivo sull’agenda le cose che vorrei (chiamiamoli capricci) e ciò che mi serve davvero, li ordino per priorità e mi segno tutti i prezzi. In questo modo riesco a convincermi delle priorità e anche se spenderò di più (un paio di scarpe necessarie contro un fondotinta non necessario, per esempio) non mi sembrerà di aver buttato i soldi e non avrò rimorsi.

    • è vero, quando sono cose utili non si ha il senso di frustrazione che viene dall’aver ‘buttato’ i soldi. Abbiamo fatto un regalo collettivo ad un collega che si è sposata, e invece di prenderle un oggetto dalla lista nozze (li ha scelti lei, le piaceranno, no?) qualcuno ha pensato di essere originale e le ha comprato due zerbini artigianali, spendendo una cifra assurda. Mi è parsa un’idiozia, perchè spendere 160 euro per qualcosa che svolge le stesse finzioni di uno da 5 euro? Qualità? Aspetto decorativo?… parliamo di qualcosa da metter fuori dalla porta di casa, e chi li riceve non avrà mai la più pallida idea del loro valore economico!

  4. Squitty ha detto:

    In questo sono brava! Visto che odio lo shopping in tutte le sue forme, ma veramente tutte, non corro il rischio di comprare cosa che non mi servono. E quando vado, perché devo andarci pure per negozi ogni tanto, è una vera sofferenza.

    • la mia è invidia. Io trovo inutili i negozi di elettronica, di detersivi, di alimentari (e detesto al cubo super e iper-mercati) ma mettimi in metto a scarpe, abiti e materiale da hobbistica e se non vieni a prendermi non mi rivedi più…

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