Settimana n. 29: ode alle gratificazioni!

Donkey pursuing a carrotBello, l’obiettivo della settimana, e soprattutto fondamentale. Quando ci fissiamo un progetto abbiamo ben in mente la strada da fare, e i sacrifici che richiederà, e intuiamo quante volte saremo tentati di mollare, o almeno di prenderci una piccola e comoda deviazione. Mettiamo in conto che ci saranno possibili cedimenti, e più siamo motivati, più forte sarà l’attenzione che useremo per resistere.

Abbiamo visto che ogni progetto, in qualunque ambito, dev’essere suddiviso in obiettivi più piccoli per consentirci di affrontarli diminuendo lo stress e tenendo sempre sotto controllo i possibili problemi e obiettivi che incontreremo. In questo caso le tappe sono 52 (una a settimana, in teoria… ma io mi sono presa parecchi mesi di sospensione, eh vabbè, l’importante è essere ancora qui!), alcune si sono rivelate semplicissime ed altre più impegnative, ma hanno permesso di costruire una struttura abbastanza solida di comportamenti.

Io, lo dico con orgoglio, sono felice del mio percorso. Continuo ad essere una pessima donna di casa, ma ho perso quell’alone di sfiducia e desolazione che mi portavo appresso: la mia non è una condanna, ho imparato che seguendo le mie buone abitudini la casa diventa e rimane decente, e nemmeno ricordo più (per fortuna) qual era stato il mio punto di partenza.

Ora so sempre in che cassetto/armadio tengo abiti e biancheria, so esattamente cosa ho (molta meno roba di un anno fa, per fortuna), non ho mai un bicchiere sporco e il bagno è sempre a prova di ospiti. Dite poco!

Tutto questo è molto, ma non abbastanza, vuoi perchè mancano ancora più di 20 settimane per arrivare alle fatidiche 52, ma soprattutto perchè molte abitudine sono ancora un po’ faticose da mantenere. Sono stata brava però, anzi bravissima! E tanto vale dirselo!

Ma ho deciso che, a partire da questa settimana, darò un posto di rilievo alle mie gratificazioni. Dedicherò un’intera serata (quella in cui pubblicherò il post, per esempio) a qualcosa che amo davvero. Sto parlando di gratificazioni dello spirito, ovviamente: in questo caso, oggi, sarà la lettura di un libro che ho preso qualche giorno fa e che mi attira molto. Tazza di tè, divano, copertina, lampada ben posizionata e non ci sarò per nessuno: niente telefono, niente ‘mammaaaaaaa!’, niente internet, niente insomma. Sarà l’isoletta di benessere in cui rifugiarmi per un paio d’ore, a prescindere da tutti i problemi che mi aspetteranno ‘dopo’. In questi casi c’è un segreto: concentrarsi soltanto su quel che si fa, per non sprecare neanche una frazione di secondo il tempo che ci siamo conquistati!

 

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