Riflessioni attorno (anzi, davanti) al mio armadio

camicie e declutteringHo sempre adorato il mio guardaroba. Sono una di quelle persone che sceglie con amore ciò che indosserà, e già oggi pensa a come vestirsi domani. Mi piace avere scarpe e collane abbinate, ma con un tocco originale, e mi piace sentirmi dire che il mio stile è molto mio.

La mia camera era lo specchio di questa mia passione: armadi ovunque. E quel che non ci stava in camera (la casa è piccola) veniva ospitato in altri armadi in soffitta. Avevo sempre bisogno di nuovo abbigliamento, e quindi di nuovi spazi. Però, sapete?, mi ero accorta che la mia camera era diventata soffocante, opprimente, inospitale.

Poco meno di due anni fa il mio malessere è diventato quasi un fastidio. Il vedere armadi ovunque mi stordiva, e mi sono resa conto che indossavo sempre le stesse cose. Pensavo fosse pigrizia, invece era rigetto. Avevo capito di avere troppa roba, ed avevo bisogno di liberarmene.

E così è stato. Ho svuotato la camera, l’aria ora circola liberamente ovunque. Sotto al letto non c’è nemmeno un granello di polvere (complice il libro di Lucia Larese Spaceclaring). E dentro l’armadio che c’è?

L’ho guardato attentamente, nei giorni scorsi. Le altre (qui e qui, per esempio) provano a scegliere 33 capi da usare per tre mesi, non uno di più. Io non ce la farei. Però ieri ho capito: c’è ancora troppa roba. Soprattutto c’è roba inutile.

E così ho eliminato tre vestiti: uno verde comprato in modo impulsivo, mi stava da cani; uno grigio, a suo tempo molto amato, ma ormai vecchio; uno preso nell’inverno del 2006, lo tenevo per ragioni affettive.

E poi 7 camicie: due nere, una bianca, una viola, due arancioni ed una verde oliva: tutte ancora in ottime condizioni, ma non le indossavo da un paio d’anni.

Infine 5 maglie: 3 nere, una grigia ed una marrone.

In pochi minuti ho tolto 15 pezzi che occupavano spazio (e grucce) da alcuni anni ed erano sopravvissuti a svariate sessioni di decluttering. Mi è quasi venuta voglia di crearmi una sfida: 33 capi in 3 mesi. Da buttare. Penso di farcela, ho iniziato oggi e sono già quasi a metà! (per la cronaca, tutto è già stato infilato in un cassonetto giallo della Caritas. Non voglio cedere ad eventuali ripensamenti)

E poi sono rimasta in contemplazione dell’armadio. Pensando agli altri 18 pezzi di cui liberarmi 🙂

(p.s. avrei tanto voluto postare le foto. Mi vergogno molto a dirlo, ma non sono riuscita a trovare il cavetto per scaricarle)

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6 risposte a Riflessioni attorno (anzi, davanti) al mio armadio

  1. firmatocarla ha detto:

    Caspita, 15 in una volta sola direi che è un ottimo inizio, ma ho l’impressione che d’ora in poi sarà più dura… dovrei proprio decidermi a fare una pulizia radicale pure nel mio armadio… ogni volta che lo faccio, mi pare che potrei eliminare molto di più, ma l’aspetto affettivo, accidenti a lui, mi crea parecchia resistenza!!

    • oggi ho ‘liberato’ un vestito che aveva un enorme valore affettivo, il suo acquisto è legato a momenti splendidi… ma passati. Ora è bello pensare che potrà avere una nuova vita, e io farmi nuovi ricordi… con altri oggetti!

  2. Margherita ha detto:

    Mi piace la tua versione personale del Project 333. Dai che siei già quasi a metà dell’opera!

  3. risparmiatrice ha detto:

    Anch’io in questi giorni ho dato l’assalto all’armadio! bello il tuo progetto dei 33 abiti da declutterare 🙂

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