Settimana n. 34: il confine tra creatività e disordine

creatività e disordineEh, bel tema. Io, lo saprete, sono una appassionata di bricolage, di cucito e refashion, di cartonaggio, e poi creo bijoux, miniature in scala 1:12, biglietti vari e non so cos’altro ancora. Per ciascuno di questi hobbies ho una quantità spaventosa di materiali e attrezzi, e poi ho altrettanto imponenti scatoloni di roba che ho accumulato nel corso di tre decenni perchè, davvero, tutto può servire, quando si è creativi.

Uhm. Anche no. Ho iniziato un paio di estati fa a eliminare drasticamente la spazzatura sotto mentite spoglie: decine di cartoni, scatole, bottiglie, carte di vari tipi, avanzi, ritagli, souvenirs, abiti vecchissimi ecc. ecc. Tutto potenzialmente utile, ma talmente dimenticato da esser diventato palesemente inutile.

Qui ho imparato la *prima regola*: butta subito, o dovrai farlo dopo.

La *seconda regola* è emersa nel corso di questi mesi, diciamo nell’ultimo anno, man mano che sistemavo, cernitavo e buttavo: quando hai troppa roba (nuova, bella, di valore) vuol dire che molta è inutile. Usando la logica aziendale: un po’ di scorta è necessaria, quando è troppa si traduce in spreco di soldi, spazio e materiali (oggetti che oggi sono molto di moda fra 5 anni non li vorrà più nessuno… e probabilmente li butterò!)

La *terza regola* è quella che sto cercando di applicare adesso, ed è figlia della precedente: regala quel che hai di troppo a chi può farne buon uso, anche se ti sembra un delitto. Non riguadagnerai i soldi spesi, ma almeno li avrai spesi per un buon motivo (vi ricordate questo post, per esempio? anche se nessuno è ancora venuto a chiedermi quel filato…)

Detto questo, posso fare altre riflessioni: dobbiamo imparare a distinguere tra vorrei e posso. Vorrei avere molte ore al giorno per i miei hobbies, ma non le ho, e non prevedo di averne per un’altra vagonata di anni (ricordate la riforma delle pensioni della signora Fornero? ecco…). Vorrei avere una stanza tutta per me, ma non la ho, e non ingrandirò la casa per togliermi lo sfizio. Vorrei saper rimettere a posto in pochi minuti quel che metto in mezzo quando bricolo, ma spesso -malgrado i miei progressi- sono parecchio negligente (avevate visto qui?).

Ecco la saggissima risoluzione, che da tempo mi sballonzolava qua e là per la testa ed ora è stata messa in ordine, anche lei: via tutto quel che nell’ultimo anno non mi è servito, e tutto il resto sarà riorganizzato in uno spazio apposito in soffitta. Ho recuperato uno scaffale di metallo (quelli da garage) e ne comprerò un secondo, e lì sistemerò le mie scatole, rigorosamente divise per materiali, e catalogate con cura (questo non è quel lavoraccio impossibile che sembra, la maggior parte delle mie scorte è già ordinata).

Obiettivo: togliere da casa tutto ciò che non uso. Attualmente mi dedico solo ai bijoux: bene, vorrà dire che nei ripiani sotto il tavolo (ehm… qui) terrò soltanto ciò che mi serve per realizzarli. Quando mi verrà un altro sfizio (come Picasso, anch’io vado a periodi) quelle scatole andranno in soffitta e scenderà ciò che mi serve.

Non ho nessuna intenzione di permettere che le mie attività creative abbiano di nuovo la meglio sull’ordine e l’organizzazione della casa. Un tempo questo mi sarebbe sembrato una sconfitta personale, ma ho ben chiaro dove mi aveva portato la libertà creativa, e soprattutto la fatica che sto facendo per rimediare a quei disastri. Per cui, in definitiva, eccolo, il confine tra creatività e disordine: ben venga l’hobby che mi permette di liberare la stanchezza mentale delle mie giornate, ma voglio tenere sotto controllo lo spazio che occupa, e non regalargliene più di quanto non ne serva davvero.

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2 risposte a Settimana n. 34: il confine tra creatività e disordine

  1. firmatocarla ha detto:

    Ecco, questo dei materiali da bricolage è uno scoglio enorme per me…. vorrei ma “non posso”… ok, allora inizio anche lì,
    Deciso, appena termino con l’armadio della camera, passo al mobiletto e ai ripiani dei “non si sa mai”. E questo post me lo segno, ne avrò bisogno!!!

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