L’abitudine di accontentarsi :)

accontentarsiLo so, il titolo del post richiama molto da vicino l’ultima abitudine (in ordine di tempo) che sto cercando di acquisire, e di cui ho parlato qui. Ho trovato singolare, la settimana scorsa, che mi arrivasse un link collegato al tema su cui mi sto diligentemente concentrando (e sapete che io credo ai segni del destino!). Trattandosi della traduzione di un post di Babauta non potevo, lo capite bene, non parlarne su questo blog, io che a lui devo davvero molto (e per il quale ho sviluppato una venerazione incondizionata 🙂 )

Cosa dice di nuovo, quindi, Babauta? Io l’ho trovato un articolo meraviglioso, adatto proprio a quella mattinata monotona e irritante che stavo per affrontare, e come spesso mi succede è riuscito a colorare e riscaldare beneficamente il mio stato d’animo (il fatto che poi avrei pubblicato il post parecchi giorni più tardi è ovviamente un segnale inequivocabile della strada che devo ancora percorrere sul versante dell’organizzazione…)

Il presupposto di partenza è che, finchè ci sentiremo inferiori rispetto agli altri perchè hanno (o sono) qualcosa più di noi, noi non vivremo affatto bene. Ovvero se le vite degli altri ci sembrano più intense, ricche di soddisfazioni e risultati delle nostre, noi siamo portati a pensare che ci manca qualcosa e dobbiamo fare (o avere) di più… ma questo si trasforma in un circolo vizioso da cui non riusciamo ad uscire e che non aggiunge niente al nostro benessere personale (anzi). Noi potremmo passare tutta la vita a inseguire  felicità, benessere e soddisfazione senza trovarli mai, ci dice Babauta, perchè li abbiamo già dentro di noi, in questo preciso momento… ma siamo troppo occupati a cercare altrove.

Vediamo se qualcuna di queste abitudini ci sembra familiare:

  • pensiamo alle persone che viaggiano, si divertono e hanno una vita interessante e vorremmo essere come loro, ma qualunque cosa facciamo, vedremo sempre altri essere ancora più dinamici, interessanti e affascinanti di noi;
  • ci osserviamo impietosi e scopriamo enormi margini di miglioramento: potremmo essere più belli, più snelli, più felici, più colti, più produttivi, ecc. Ma avremo sempre nuovi obiettivi, non saremo mai soddisfatti di noi fino alla fine;
  • siamo consapevoli che potremmo fare di più: per quanto corriamo e ci dividiamo tra mille cose, sentiamo che non è ancora abbastanza. Ma ci sarà sempre qualcosa che non riusciremo a fare, anzi: saranno sempre più le cose non fatte di quelle portate a termine;
  • critichiamo gli altri per quel che fanno. Figli, partner, famiglia, colleghi, amici… c’è sempre qualcosa che (pensiamo) potrebbero fare o non fare, o fare meglio. Criticare gli altri non ci dà alcun benessere perchè non si può essere soddisfatti della propria vita quando non si è soddisfatti degli altri.

Se almeno una di queste abitudini ci appartiene (ed è il mio caso, ovviamente, anche se per fortuna mi salvo dalla prima) possiamo chiederci se ci porti del benessere, o se non sia piuttosto arrivato il momento di porvi fine, giacchè non ci renderà mai felici e contenti.

Ed ecco trionfare il Babauta-pensiero… quando siamo consapevoli che la pratica di queste abitudini non aggiunge benessere alla nostra vita, ma ci lascia sempre insoddisfatti, ci invita a provare invece questi comportamenti:

  • smettiamola di cercare la felicità altrove: in quello che gli altri fanno, o che noi dovremmo fare (o migliorare), o che gli altri dovrebbero fare ma non fanno. Non è lì che si trova il benessere;
  • proviamo, invece, a concentrarci sul momento che stiamo vivendo. Prendiamoci una pausa per ascoltare il nostro corpo, il respiro e tutte le sensazioni che ci circondano in quel preciso momento, per renderci conto di quante cose stanno succedendo di cui non avevamo alcuna consapevolezza;
  • accettiamo l’idea che quell’attimo ci basta così com’è, e che nient’altro di quello che (nella nostra immaginazione) potremmo o vorremmo o dovremmo fare lo renderebbe migliore di com’è in realtà;
  • godiamoci la meraviglia del momento preciso, approfittando anche per girare l’occhio tutt’attorno e e dentro di voi, come se certe cose le vedessimo per la prima volta (e forse è davvero così). Cogliamone l’essenza, la bellezza, la meraviglia persino. E’ una sensazione appagante e gratificante.

Eccola qui, l’abitudine di accontentarsi serenamente. Può esser esercitata ovunque, in qualsiasi momento, a qualsiasi ora, è del tutto gratuita, sempre disponibile e dagli effetti sempre benefici. E non ha scadenza 🙂

 

 

 

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6 risposte a L’abitudine di accontentarsi :)

  1. Marco ha detto:

    Grande!

  2. ideepensharing ha detto:

    Ahimé devo ammettere di essere tra quelli che dovrebbero seguire questo consiglio. Soprattutto sull’ultimo punto. Spesso mi trovo a pensare o dire cosa avrei fatto io al posto di altri…colgo l’occasione di questa tua riflessione per mettermi alla prova!

  3. claudia ha detto:

    decisamente Babauta è un grande! il secondo e il quarto punto colgono nel segno….occorre rifletterci bene prima di agire, grazie!

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