La solitudine della guerriera

ululareAvevo detto che mi sarei staccata dal web, e l’ho fatto. La pausa è durata molto più a lungo del previsto, perchè nel frattempo -come spesso succede, nella vita di chiunque- qualcosa e qualcuno ha invaso i miei pensieri sino ad impossessarsene quasi del tutto. Il lavoro (in azienda) sta dando dei frutti, che però non sono quelli a cui miravo… io che devo motivare le persone, e che ho scelto, forse troppo ambiziosamente, di dedicarmi a quelle più fragili, sono diventata il loro ricettacolo di frustrazioni e problematiche personali. Tante e pesanti, al punto che non riesco più a non farmi coinvolgere emotivamente (e questo non va bene, infatti è iniziata la fase ricerca di soluzioni). Ma se tutto ciò servisse a qualcosa, sarebbe già un risultato. Invece no: lunghi e contrastati scambi di opinioni col mio direttore che non è per nulla soddisfatto, perchè uso troppe energie per il benessere personale di questi soggetti e trascuro il vero senso del mio lavoro (motivare qualcuno perchè renda di più). Sono stanca, e non mi rasserena la continua conflittualità nel mio gruppo di lavoro, che fa disperdere a tutti un’infinità di energie.

E infine, perchè non ve lo voglio nascondere, l’ipocondria congenita di mio marito in quest’ultimo mese ha dato il meglio di sè, preoccupandomi seriamente: da un lato mi chiedevo, di tanto in tanto, se io non stessi (per una volta) sottovalutando un suo vero problema di salute, dall’altro -molto più spesso, e con ben maggiore tormento- avevo il sospetto che queste sue fisime fossero sfociate nella paranoia. Insomma: è più grave un possibile melanoma (sotto l’unghia di un dito del piede) o l’essere persuaso che per quello morirai tra atroci sofferenze? Ovviamente invece era solo un ematoma da schiacciamento, come chiunque avrebbe pensato fin dall’inizio… Non vi dico quante visite, esami e controlli si sono succeduti nel frattempo, ma soprattutto vi lascio intuire chi fosse la destinataria ultima e insostituibile di ogni suo pensiero in ogni minuto di questo mese. Al punto che non sapevo se scegliere di rimanere tantissimo al lavoro, in un’atmosfera così intrisa di angosce da diventare opprimente, o tornare a casa, per trovare una cappa di supposizioni funeste e assillanti. Ve lo dico (in un orecchio) come me la sono cavata:  andavo dalla mia maestra di yoga, e mi regalavo segrete e beatissime ore tutte per me, oppure mi chiudevo in una biblioteca fuori mano, che amo assai perchè ha spazi luminosi e accoglienti, e lì leggevo, scrivevo, respiravo e, di tanto in tanto, chiacchieravo col bibliotecario, fan incondizionato di Pecoranera.

Ed ora? beh… a casa, per il momento e fino a nuove scoperte, il clima è tornato sereno, e questo è meraviglioso, perchè amo la mia casa calda e ordinata ed è lì che voglio stare nel mio tempo libero. Ho anche ripreso in mano qualche scatola di materiale per bricolage, ed è stato come entrare beatamente nel mondo dei sogni 🙂

Nel frattempo, come dicevo, ho letto molto, e qualcosa voglio anche condividerlo con voi! Se avrete un po’ di pazienza, e sono certa che l’avrete, nei prossimi giorni tornerò 🙂

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14 risposte a La solitudine della guerriera

  1. Laura A. ha detto:

    Ci sei mancata, ben tornata. 🙂

  2. …grazie Lauretta, e sai bene che ‘ti devo’ una risposta… 🙂

  3. claudia ha detto:

    benritrovata! sono curiosa delle tue letture!
    ho appena fatto il conto, e quest’anno sono riuscita nel mio intento di leggere più o meno un libro a settimana preso dalla biblioteca: sono appena arrivata a 52, sono felice!

    • il tornare a leggere con assiduità è stato, penso, il cambiamento più benefico dell’anno: il tempo si trova, e anzi diventa quasi una necessità… ed è splendido potersi regalare il lusso di divorare qualsiasi titolo ci incuriosisca! Anch’io ringrazio con entusiasmo il sistema bibliotecario della mia provincia, ma anche tutti gli ebook gratuiti che trovo su amazon (siano essi classici o, a rotazioni, i più disparati titoli -sia in italiano che in francese e in inglese)

  4. Tania ha detto:

    È sempre un piacere leggere le tue mail! Grazie per condividere con noi… 🌼

  5. Mammamiao ha detto:

    Hahahaha!!! Sembra di assistere alla trafila fatta da mio marito per il suo reflusso gastroesofageo!!!!

  6. Denise Cecilia S. ha detto:

    Bentornata. Attendo fiduciosa le note sulle tue letture.
    E soprattutto, terrò sempre presente che, nella sfiga delle malattie di mia mamma, ho la fortuna (che è tanta) che sono tutte reali e non immaginarie. Non sono ironica, eh: leggendoti, tuo malgrado, mi son sentita sollevata 😀

    • stasera ha un nuovo problema: un gomito gli sembra leggermente più gonfio dell’altro. Non gli fa male, eh… ma potrebbe essere un segnale che qualcosa non va? Mi sono regalata (me lo meritavo) “tempo di seconda mano” di Svetlana Aleksievic, ed è l’ideale per ricordarsi, sempre, che tutto è relativo, niente è definitivo e c’è sempre chi sta peggio (i luoghi comuni sono tutti miei, ovviamente)

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