La leggerezza dei piccoli passi. 100 semplici gesti per un grande cambiamento

leggerezza lato bTitolo e copertina sono decisamente accattivanti, ma prima di acquistarlo (a 1,99 euro… di più, lo confesso, non avrei speso) ne ho parlato con alcune colleghe che l’avevano letto dopo averne sentito parlare da chissàchi. I commenti andavano da ‘splendido’ a ‘la sagra dei luoghi comuni’ ed ho quindi pensato che sia lo stato d’animo con cui lo affronti a renderlo speciale o dimenticabile. Il che avviene, del resto, per moltissimi altri libri (film, canzoni, panorami ecc).

L’ho preso, devo dire, pensando alla mia adolescente lontana, perchè immaginavo che i consigli che avrei letto sarebbero stati più adatti a una ragazza che a una (quasi) cinquantenne, ma ero, comunque, nel mood adatto ad affrontare un libricino leggero, scorrevole e corroborante.

Sono 100 brevissimi capitoli, ogni capitolo una voce, ogni voce uno spunto di riflessione. Pregi e difetti del libro stanno tutti qui, nell’essenzialità di ogni gesto. Non è un testo filosofico, non vi si leggono concetti su cui passare la serata a riflettere, spesso -diciamolo- sembrano frasi da bacio perugina. Ecco, probabilmente avrei voluto trovare qualche banalità in meno nelle metafore o negli esempi, eppure mi ha fatto piacere leggerlo.

Diciamo così: scivola velocemente, una pagina dopo l’altra, senti che non sei di fronte a un capolavoro letterario eppure vai avanti con interesse, usando di tanto in tanto il segnalibro o qualche sottolineatura, e alla fine riguardi l’indice, e pensi che ci sono davvero molte idee, lì dentro. Ho apprezzato molto l’idea di fondo, il riunire 100 cose che possiamo fare, a partire da subito, e che magari ci sembrano folli (io che canto in auto?!) o fuori tempo massimo (suvvia, fare l’amore in un posto insolito è molto più probabile a 20 anni…) o inutili (aggiornare il curriculum… eh…). La dico tutta: per me l’elenco di questi 100 punti vale, da solo, il libricino. Più di quel che contiene ogni capitolo. Perchè non avrei mai pensato di poter mettere insieme così tanti piccoli cambiamenti, eppure sono tutti, in un modo o nell’altro, stimolanti. Il testo, l’ho già detto, passa un po’ in secondo piano. Sicuramente Valentina C. avrebbe potuto approfondire… ma no, secondo me ha fatto bene a rimanere leggera. Tocca a noi andare avanti, lei ci ha solo dato lo spunto.

(A proposito di piccoli passi, ma di ben altro spessore, vi rimando -se volete- a un altro libro, amatissimo, di cui avevo parlato qui: ‘Un piccolo passo può cambiarti la vita. Il metodo Kaizen applicato alla realtà di tutti i giorni’)

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