Un passo indietro, a ripescare la gratitudine

L’avevo ammesso senza esitare, qualche settimana fa  : fra i cambiamenti suggeriti da Babauta, l’imparare a manifestare la mia gratitudine era sicuramente uno di quelli che avevo abbandonato subito. Troppo presa da una quotidianità autoreferenziale, probabilmente, per accorgermi delle cose belle e positive che mi circondavano, ho finito per dedicare solo occhiate distratte a ciò che mi faceva stare bene ogni giorno, dimenticandomene subito dopo.

Tra mille difetti mi riconosco la capacità di essere sempre abbastanza ottimista, e mi piace guardare il cielo, le montagne, o un qualsiasi altro elemento che sappia colpirmi, per ridimensionare i problemi e cogliere la bellezza di ciò che ho davanti. Questa mattina, mentre camminavo sbuffando per il freddo e l’umidità, alzando un momento la testa ho visto uno squarcio fra le nuvole, e la montagna splendidamente innevata, illuminata da un sole invisibile a valle, ed era uno spettacolo da rimanere incantati. Di colpo la camminata m’è parsa gradevole e i miei pensieri hanno preso tutt’altra direzione rispetto a quella cupa e fosca di pochi minuti prima.

Mi sono chiesta perché tenda a ignorare quei momenti cosí gradevoli e del tutto personali, perché non possa memorizzarli e usarli come un piccolo serbatoio di benessere per quando sono stanca o giú di morale. Tornata a casa ero già pronta all’azione, ho preso il Bullet Journal e ho creato subito il mio personalissimo “challenge gratitude”. Personalissimo perché non segue nessun’altra regola che indicare ogni giorno una piccola cosa che mi ha regalato una sensazione di benessere. A fine mese, se sarò stata costante, ne avrò una piccola collezione, e potrei anche continuare nei prossimi mesi.

È questo un approccio senz’altro più rapido e meno profondo rispetto al percorso proposto da Babauta, ma penso sia un primo passo alla mia portata. È stato lui stesso, in fondo, a insegnarmi a fare le cose il più semplicemente, possibile, no?! 🤗

(nella foto, la pagina dedicata del mio BuJo e i miei primi acquerelli, che mi stanno regalando tante infantili soddisfazioni 😋)

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30 minuti per 28 giorni: la mia sfida di febbraio per pulire la casa

BuJo challenge pulizieSe non mi do degli obiettivi, rischio di non concludere niente. E allora sia, ne prendo atto e parto (a febbraio) col piede giusto. Se mi dessero un euro per ogni buona intenzione con cui ho iniziato l’anno, avrei già le vacanze pagate! 😀

Ma veniamo al dunque, in cosa consiste questa sfida? Semplicemente ho pensato ad alcuni punti della mia casa che ultimamente ho un po’ trascurato, a cui insomma giro attorno senza vederli. La situazione non è affatto drammatica, riesco a gestire le mie routines con una certa costanza, ma una sferzata di energia mi aiuterà senz’altro a recuperare gli arretrati. Ieri pomeriggio, mentre preparavo le mie liste per la settimana (sì, sono sempre più lista-dipendente, ed è anche per questo che amo il BuJo!!!) mi sono trovata un elenco piuttosto lungo di cose da fare, e non sapendo definire delle priorità, ho pensato di segnarmele tutte, per spuntarne poi una al giorno per tutto febbraio, man mano che procedo.

Tutto febbraio, domeniche incluse? E’ contro i miei principi, dedicarmi ai lavori di casa extra routine la domenica…. Ci ho pensato e ripensato, e ho deciso che le 4 domeniche saranno dedicate al riordino del mio spazio bricolage (essendo questo il mio angolo preferito, me ne occupo volentieri!)

Ovviamente, se volete seguirmi nella sfida, fatevi sotto! Le regole sono semplici: due giri di timer da 15 minuti ciascuno (mi sono resa conto di essere più rapida ed efficiente con 15 minuti anzichè con 30), focalizzata sull’obiettivo del giorno, senza perfezionismi e senza distrazioni. Ovviamente ciascuna di voi scriverà sulla propria lista le voci che più le interessano. Ecco il mio elenco (che, come vedete nella foto qui sopra, ho anche trascritto in una pagina dedicata del mio BuJo, in cui colorerò un cerchio per ogni giornata in cui ho effettivamente svolto il mio compito), dall’1 al 28 febbraio:

  1. sotto il gas
  2. specchi
  3. secchi rifiuti e differenziata
  4.  mobile bricolage
  5.  scatole collant
  6. credenza cucina
  7. pianerottolo primo piano
  8. tappeti
  9. sotto i letti
  10. sotto il lavello
  11. pensili bricolage 1
  12. porte e maniglie
  13. sedie cucina
  14. lavatrice (interno ed esterno)
  15. vetri finestre
  16. muri e soffitto scala
  17. mobile pentole
  18. pensili bricolage 2
  19. fughe piastrelle pareti bagno
  20. cassetti intimo
  21. pareti bagno sopra le piastrelle
  22. pianerottolo ingresso
  23. frigo
  24. ecocentro
  25. tavoli bricolage
  26. scala
  27. termosifoni
  28. microonde

Alcuni compiti richiedono molto meno di mezz’ora (tanto meglio!) e altri sono potenzialmente più lunghi, ma cercherò di essere veloce. Finiti, per fortuna, i tempi in cui ogni angolo era un deposito di cianfrusaglie… Ma scommettiamo che troverò lo stesso delle cose da buttare quasi ogni giorno? Penserei di scrivere poi un post ogni 7 giorni (quindi dall’8 febbraio a seguire) con la sintesi del lavoro fatto. Ce la farò, vero? Anzi, ce la faremo, vero?

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Un’abitudine in 52 settimane: il risparmio

risparmio 50 cent + BuJo

Nel post precedente ho preso pubblicamente atto di non aver assimilato alcuni dei (pur pochi) cambiamenti che avevo iniziato a mettere in pratica tre anni fa. Senza troppo insistere nel ricercare le cause della mia negligenza, ho deciso di riprovarci. Inizio, come dice chiaramente il titolo, dal risparmio, ma cambio radicalmente metodo.

Lo premetto, ho scelto una strada molto facile, perchè sapevo che altrimenti il rischio dell’abbandono sarebbe stato alto. Come ho detto tante volte, cerco sempre di mantenere entro i cento euro le mie spese personali mensili (principalmente libri, materiale creativo e abbigliamento, anche se quest’ultima voce ora è meno importante, giacchè sono arrivata ad avere un guardaroba quasi minimal, finalmente). Sapete anche -benchè il  blog sia stato fermo per un anno e mezzo, non ci sono novità in questo senso- che raramente mi avanza qualcosa di questa somma, e a volte sforo.

Bene, riparto dai miei 100 euro mensili, sapendo però che ogni settimana sottrarrò a questa cifra una quota, inizialmente molto bassa e via via crescente. A fine anno sarà di 100 euro al mese, suppergiù. L’impegno richiesto quindi è costante e progressivo, e forse in questo modo potrei riuscirci. Anzi, mi correggo: siccome l’impegno richiesto è costante e progressivo, voglio a tutti i costi farcela 😀

Io mi sono basata su un’idea che gira in rete da anni, e che finora non avevo mai preso in considerazione. Questo è stato il mio riferimento, complice un pin su Pinterest. Lì sono proposte 3 tabelle, di cui la prima, qui sotto, ha un incremento progressivo di 25 centesimi a settimana:tabella-salva-soldi-025  La seconda, che è quella che ho scelto io, ha un incremento progressivo di 50 centesimi a settimana:tabella-salva-soldi-050.png

La terza tabella, infine, ha un incremento settimanale di un euro:tabella-salva-soldi-1.png

Confesso che, lì per lì, avevo deciso di puntare subito in alto, con la terza tabella. Il risparmio totale però supera la somma del mio budget annuale (1200 euro), e quindi mi è parso non praticabile.

Ho quindi recuperato un vaso di vetro, e ho copiato la tabella sul mio Bullet Journal e mi sforzerò di essere assolutamente diligente e concentrata. Lo sforzo sarà visibile negli ultimi mesi dell’anno… ma per allora spero di aver imparato il piacere di tenere da parte una quota del mio biglieto verde mensile.

Ah, dimenticavo una cosa: ho deciso anche, in questo 2018, di rinunciare alla carta di credito, e usare solo soldi fisici. Ho tolto la carta dal portafoglio (sperando appunto di riuscire a nno utilizzarla) e l’ho sostituita, per i pagamenti elettronici (amazon, paypal ecc), con una ricaricabile che -per l’appunto- finanzierò con parte di questi cento euro, all’occorrenza. Una bella sfida, eh? Ci risentiremo più avanti, per il monitoraggio periodico!

(nella foto: il mio vaso -senza il coperchio- e la pagina dedicata del BuJo. Sì ho già barrato anche la settimana successiva, mi sono presa avanti. Sì la pagina è molto scarna e senza fronzoli, ho badato solo all’essenziale 🙂 )

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Torniamo a Babauta, per riannodare i fili…

spuntino a LioneHo bisogno di riprendere in mano un programma, per quanto aperto e flessibile, perchè mi aiuti a darmi degli obiettivi e a rimanere motivata. Confesso che, smaltita l’euforia della scelta fatta a fine anno, stento un po’ a crearmi una routine che unisca efficienza e benessere, ed ho quindi pensato di ripescare il caro vecchio Babauta (nel frattempo tradotto anche in italiano), sia pur adattandolo alle mie esigenze, come del resto ho fatto in passato. Mi ero fermata al cambiamento n. 15, la gratitudine. Ma che ne è stato di queste prime quindici buone abitudini? Sono riuscita a mantenerne viva qualcuna?

Vediamo un po’…

  1.  Meditare. Eh, confesso di essere piuttosto incostante. Ho però continuato a leggere, a tentare di arrivarci, e sono convinta di essere, malgrado tutto, ancora sulla buona strada.
  2. Non procrastinare. Ci provo, ci provo, e ci credo. L’aver iniziato l’anno col bullet journal mi aiuta senz’altro!
  3. Camminare. Sì, assolutamente, fino all’influenza natalizia. Lì c’è stato il tracollo di ogni volontà di uscire ad affrontare questo inverno glaciale… Ora ho rivisto al ribasso l’obiettivo del 2018, fermandomi a 5000 passi al giorno… e ci riesco solo durante la settimana, perchè parcheggio l’auto abbastanza lontano da poter camminare una decina di minuti a passo svelto. Finirà anche il freddo, e tornerò iperdinamica 🙂
  4. Prendere le cose come vengono. Ormai mi riesce abbastanza bene, e il risultato è una serenità che ripaga alcune ferite all’orgoglio. Ne vado fiera, e continuerò a migliorare la tecnica!
  5. Semplificare. Ho seguito un percorso un po’ diverso da quello suggerito da Babauta, ma penso di aver capito il meccanismo. Ho sempre la mia short list da seguire, il problema è che a volte… non termino nemmeno quella
  6. Mangiare consapevolmente. Sì e no. Ovvero sono diventata vegetariana, sto molto attenta alla provenienza dei cibi, limito drasticamente le schifezze, non compro più cibi pronti. Ma (come dicevo qui ) ho raggiunto un tale disinteresse per il cibo che tutte le mie buone intenzioni crollano miseramente davanti alla pigrizia di mangiare la prima cosa che mi capita sotto mano (e avendo figli adolescenti in casa, non sempre sono carote crude…mi capite vero?). Su questo punto quindi dovrò lavorare molto seriamente durante l’anno
  7. Le cose più importanti. Sì, per un bel po’ è stata la lettura, ora è lo studio/aggiornamento del mio Bullet Journal. Assieme al tè verde, è la mia carica mattutina
  8. Sistemare gli scaffali. Se fossi veramente brava, non permetterei nemmeno che il disordine si accumulasse… ma poichè sono molto poco casalinga ideale, cerco almeno di intervenire ogni volta che l’occhio cade su una superficie andata fuori controllo.
  9. Iniziare a risparmiare. Alzo le mani subito, qui non ho fatto nessun progresso. Sono ancora alla vecchia e mai abbastanza assimilata fase del “contenere le spese personali”, e ci riesco solo perchè, appunto, mi impongo sempre un budget (che però invariabilmente consumo ogni singolo mese)
  10. Leggere. Sì, sì, sì!!! questo è stato il regalo migliore e più gradito di Babauta, mi sono data degli obiettivi che poi son diventati assolutamente naturali, e, peggio, sono sfociati nella maniacalità: ora sono diventata a tutti gli effetti una lettrice compulsiva
  11. Yoga (o pesi). Zero. Abbandonato tutto. Inutile fingere, qui proprio non ho fatto più nulla. Dovrei ricominciare… ma manco del tutto di volontà, in questo momento
  12. Mangiare cibo vero. Rimando al punto 6: sì, ho imparato tante cose; no, non sono costante nell’applicarle
  13. Eliminare lo shopping. Quando mai?! E’ un altro degli obiettivi che ho messo nel mio Bullet Journal, ma riesco solo a limitare le spese. Non ho affatto la forza di rinunciare sistematicamente ad acquisti (in gran parte) superflui
  14. Alzarsi presto. Solitamente ci riesco, nei mesi invernali mi è abbastanza difficile. Sto però cercando di dormire 7 ore e mezzo per notte e di avere abitudini abbastanza regolari, quindi sono ottimista, posso farcela
  15. La gratitudine. Sono così a buon punto che me l’ero completamente dimenticata, questa abitudine! Diciamo quindi che potrei ripartire da qua, magari inserendola negli obiettivi mensili del BuJo…

(ps: la foto… io -e mio marito che ha scattato la foto- davanti a uno spuntino sul fiume a Lione l’estate scorsa… a proposito di buone abitudini!)

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La scoperta del tempo guadagnato

Il rientro al lavoro dopo la lunga pausa è stato mentalmente impegnativo, soprattutto perché non mi sono ancora ripresa benissimo dall’influenza presa prima di Natale (stavolta è stata proprio una bomba…), ma è andata, e adesso devo costruirmi delle routine per la mia nuova vita. Senza fretta e senza pressione, ma ci tengo molto, come dicevo nel post di riavvio, per dare valore al mio nuovo tempo.

Come accennavo, il nuovo ruolo, seppur sia un demansionamento, mi porta delle novità positive importanti, e voglio goderne appieno:

  • Il primo punto è la flessibilità di orario, il che mi consente di gestire impegni familiari o personali senza equilibrismi e sensi di colpa (ma no, lo dico tranquillamente: prima non c’ero mai, trascuravo la famiglia perché il lavoro aveva sempre la priorità! Anzi, perché non riuscivo più ad arginare lo spazio concesso al lavoro).
  • A giornata finita, stacco. Niente ritardi, cene di lavoro, trasferte impreviste, telefonate mentre faccio la spesa e problemi altrui da risolvere urgentemente. Tutto il tempo che non passo al lavoro, è mio.
  • Posso ascoltare la radio, mentre lavoro. Non sempre, ma ho dei lunghi momenti di tranquilla solitudine in cui posso concentrarmi su quel che faccio concedendomi anche questo lusso. Ne ho approfittato subito regalandomi un abbonamento ad Audible… Certo non posso dedicarmi a libri impegnativi, ma mi godo allegramente un sacco di titoli (alcuni narratori poi sono fantastici e ti portano nella storia anche se non vuoi!)
  • Ho ripreso in mano pinze, paste polimeriche, colori e perle, sia pure, al momento, con poca dimestichezza. Per anni ho rimpianto l’aver abbandonato i miei hobby creativi, e (forse perché ormai sono vecchiotta?) non mi è facilissimo ricominciare, ma posso farlo, mi ci dedico con piacere tutti i giorni e pian piano ritroverò la mia manualità perduta, spero.
  • Anche la casa torna protagonista. Posso permettermi di offrirle più tempo, e di dedicarle attenzioni prima impensabili. Ho voglia di viverci meglio, di renderla più confortevole e su misura. L’ultimo post prima del lungo stop era dedicato a una parete vuota, necessaria al mio bisogno di vuoto e rigore, ricordate? Cercavo in casa quella pace mentale che non riuscivo ad avere al lavoro… Ora alla parete è appoggiata una poltroncina in cui mi siedo a leggere 😘
  • Anna è ritornata ad essere una persona. Donna, madre, moglie, vengo prima del mio lavoro e di tutte le beghe altrui. Ho lasciato questa voce per ultima ma, ovviamente, la ritrovate spalmata su tutti i punti precedenti. Voglio vivere meglio, ecco la cosa importante!

Ps: dal prossimo post vorrei iniziare a inserire foto scattate da me. Ma malgrado abbia più tempo, ancora non mi basta per arrivare a tutto… Quindi me la prendo con calma, ma ci arriverò 👍

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Uno dei nodi da affrontare nel 2018: il cibo (e soprattutto i pasti)

I miei figli mi hanno sempre detto che ho disturbi alimentari, loro così attenti a proteine grassi e carboidrati, e io così indifferente a tutto. Non sono sovrappeso e nemmeno sottopeso, e per questo motivo ho sempre pensato che – in fondo – tutto andasse bene. Il fatto è che a me non interessa mangiare, e quasi quasi preferisco stirare piuttosto che cucinare. Mangio, ovviamente, ma male. Molto male. Essendo ormai prossima ai 52 anni (possibile???!!) mi rendo conto di dover affrontare la questione soprattutto come investimento per il futuro: al momento il mio stomaco digerisce di tutto e l’organismo accetta senza protestare questa alimentazione incongrua… Ma, lo sappiamo, non andrà sempre così.

Uno degli obiettivi che perseguo sul mio Bullet Journal è “almeno un pasto al giorno”, e nei primi 7 giorni del mese ce l’ho fatta 4 volte, il che non è affatto male. Significa che se mi impegno ce la posso fare. La situazione dovrebbe migliorare da domani, quando rientrerò al lavoro e approfitterò della mensa: il mio buon proposito è di andarci tutti i giorni, e per evitare le ben note smorfie di noia davanti al self-service decido in anticipo (dopo aver letto il menù) cosa mangerò, e lo segno nell’apposito spazio settimanale sul BuJo.

Ora vi chiederete “ma se non mangi ai pasti quando mangi?” Eh…. Imbarazzante rispondere 😐

Supponiamo cucini mio marito, e mi chieda “quanta pasta mangi?”: in me scatta questo meccanismo “pasta=noia” e subito rispondo che mangio altro. Da anni per me apparecchio con il piattino da dessert, e spesso rimane vuoto per la cena o il pranzo. Mangio uno yogurt, una mela, un pezzetto di formaggio, cose spicce di questo tipo, senza minimamente considerarne il valore nutrizionale. Fin qua uno potrebbe dire che, comunque, non mi nutro poi male. Certo… perché non vi ho ancora detto il resto!! Spesso sono sola a cena (a volte anche a pranzo nel weekend o se non lavoro) e lì succede il disastro. Qualunque cosa stia facendo, interromperla per mangiare mi pare uno spreco di tempo, e quindi salto, semplicemente. Oppure mi ricordo che in credenza c’è un pacco di salatini, o di popcorn, o di Nippon (verso cui ho una diabolica dipendenza)… Ecco, lì allungo le zampe e sgranocchio, senza badare a quantità né tanto meno a igiene, briciole e decoro. Non è che esageri… Ma di sicuro ne mangio più di quanto dovrei, viste le scarse qualità nutrizionali di quei cibi.

Eppure io, quando ragiono, so farlo bene: sono diventata vegetariana, non compro più cibi precotti, ho superato la dipendenza da pizza, ho il congelatore pieno di verdura e scelgo il km zero e i prodotti di stagione ogni volta che posso. E allora? È evidente che tra le buone intenzioni e la quotidianità c’è uno scollamento. Ho sempre dato la colpa allo stress lavorativo (e non vi racconto i miei pasti al lavoro nel 2017 perché potrebbero esserci anime sensibili fra i miei lettori…), ebbene: visto che ora il mio lavoro non è più così stressante, ho approfittato dell’inizio dell’anno, periodo perfetto per i buoni propositi, per lanciarmi in questa sfida. Non sarà l’unica ovviamente, ma è  la prima di cui vi parlo, e la monitoreremo insieme grazie al mio fedele (per ora) Bullet Journal

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Primo cambiamento del 2018: il Bullet Journal

Il Bullet Journal mi entrò direttamente nel cuore qualche anno fa, quando vidi per la prima volta una foto su Pinterest, e ne fui subito attratta. Da quel momento in poi ho letto molto in proposito, sempre più interessata, e più di una volta ho pensato di provarci anch’io… ma sentivo che non era ancora arrivato il momento giusto, e del resto restava tanto da capire sulla sua realizzazione… perché, sia chiaro, io volevo avere il Bullet Journal perfetto 🤗

Verso fine dicembre, a letto con l’influenza, ho passato un po’ di tempo su YouTube guardando video di tutti i tipi, e quando ho sentito una ragazza francese dire, a proposito di questo famoso Bullet Journal, “prendete un quaderno qualsiasi, una penna e provateci, cancellando e modificando man mano, perché solo così saprete cosa vi va bene davvero”, ecco, in quel momento ho capito che potevo dar inizio all’avventura.

Se vi interessa, posso raccontarvi e mostrarvi in un altro post come ho costruito il mio (a costo quasi zero), attenendomi al principio di usare quel che avevo in casa, con l’obiettivo di avere uno strumento funzionale e, soprattutto, adatto alle mie esigenze. Per ora, dopo quasi una settimana, posso dire di essere nella fase in cui lo carico di tutte quelle informazioni che prima distributivo tra smartphone, post-it, agenda e, soprattutto, note volanti. Questo aspetto mi pare utile e importante. Quel che non ho ancora ben capito, invece, è come conciliare il BuJo con tutte le mie to-do list giornaliere, ma ci sto lavorando (in questi primi giorni intanto ho attaccato dei post-it, ed hanno svolto la loro funzione, ma posso fare di meglio).

Altro punto: pensavo fosse facile e rilassante decorarlo con tanti piccoli e semplici disegni, ma mi sono accorta di aver perso completamente la mano… E così ho tolto dalle scatole tanti vecchi pastelli e pennarelli e sto ritrovando il gusto di giocarci… Quanto mi ci divertivo una volta, quando e perché ho smesso? Nel frattempo il mio quaderno è ancora piuttosto spoglio ed essenziale, ma migliorerà 👍

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