Per 10 minuti. E non parlo di FlyLady

per dieci minuti libroLa prima volta ne ho letto in un articolo del Corriere (qui, per la precisione) dedicato al tema del cambiamento. Un tema che è molto più legato al mio blog –e a me, quindi– di quanto io non avessi pensato quando scrissi il mio primo impacciatissimo post (allora non avrei mai pensato che qualcun altro avrebbe letto quel che scrivevo…).

Poi un’amica, che dovrei definire una mia musa, mi invitò a guardare questo video, alcune settimane fa. Nel frattempo avevo sfogliato quel libro in una libreria di Pordenone ed avevo esitato se prenderlo o no… attratta dalla lettura veloce, frenata dall’idea di accumulare un altro libro che poi avrebbe creato ingombro.

E, infine, l’ho cercato in biblioteca.

L’idea è così semplice che si racconta in un attimo: fare ogni giorno, per 10 minuti, qualcosa di nuovo, mai provato prima. Una cosa qualunque, purchè nuova, 10 minuti al giorno, per un mese. Un gioco che mette alla prova la propria capacità di lasciarsi andare, e che spinge a riflessioni che vanno ben oltre le semplici iniziazioni. Ma cosa spinge a lanciarsi in una sfida del genere? Il cambiamento (qualunque cambiamento) ci spaventa anche quando siamo noi a cercarlo (un nuovo lavoro, una nuova casa, una nuova storia, l’arrivo di un figlio), ma se ci piove addosso privandoci delle nostre tranquillizzanti abitudini rischia davvero di travolgerci, e di trascinare le nostre energie in una melma informe e inavvicinabile. Per questo ero attratta ma anche intimorita dall’idea di leggere la storia di questo gioco, io che un cambiamento brutale l’ho vissuto nei mesi scorsi, e ancora sento quel vuoto tornare in gola, di tanto in tanto, a tradimento.

Quando si sta male, e si pensa di non potersi sentire peggio, quando i cambiamenti sono stati solo in negativo, che significato potrà avere il buttarsi in cose che non avremmo mai pensato di provare o, al contrario, in quel che avremmo tanto desiderato fare senza mai davvero provarci? Quei dieci minuti ora mi ronzano in testa. Ma più che altro mi accompagnano le riflessioni di Chiara Gamberale, e le mie che, partendo dalle sue, tracciano tormentati giri attorno a qualche parola chiave. Leggetelo, non è detto che lo amiate, ma qualche sedimentazione la lascerà, di sicuro.

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10 risposte a Per 10 minuti. E non parlo di FlyLady

  1. Squitty ha detto:

    Beh, è fikissimo!!! Concetto interessante. Il mio unico problema è: non ne faccio già abbastanza di cose? Hobby, passioni, interessi mi travolgono quotidianamente e in linea teorica mi piacerebbe fare tanto altro. Ma quando?

    • Infatti, Squittina, il senso non è aggiungere nuove cose a tutto quel che si fa, ma usare quei periodi in cui quel che si fa (o non si fa) è pesante e la nostra testa non vuol liberarsi da certi pensieri… è lì che la sfida prende corpo e dà vita a nuovi spunti. Tengo l’idea da parte, sono certa che tornerà buona fin troppo presto!

  2. Laura A. ha detto:

    🙂
    Una musa ispira te, e tu ispiri me nel prestare attenzione a tanti piccoli segnali che ci girano intorno, che magari non noterei. Sei sempre uno stimolo a non mollare! 🙂
    Ho visto una puntata del programma sabato scorso su La Effe, e non pensavo inizialmente potesse piacermi. Invece mi ha fatto trascorrere un’oretta con un leggero sorriso sulle labbra, presa dalle storie dei protagonisti e dai confronti di queste con le proprie. Presa perché qualcosa di noi, negli altri, la si trova sempre…
    Avevo già pensato di comperare il libro, ma per il solito discorso “ne hai già tanti iniziati e non finiti…” l’ho tenuto in standby. Ma il tuo post ed il tuo consiglio a questo punto mi tolgono ogni altro dubbio, e farò questo acquisto (o prestito in biblioteca, perchè no…) a breve, perché sono convinta che sarà una opportunità per riflettere sui cambiamenti subiti e su quelli che si desiderano e si cercano. Grazie per la condivisione!

    • Laura A. ha detto:

      Libro comprato! Mi è capitato davanti gli occhi stasera, facendo la spesa al supermercato. Era pure in offerta… Che dovevo fare? Era lì… 🙂

  3. Questo è un libro che si legge subito, apprezzo il modo in cui la Gamberale entra anche nelle cose apparentemente più banali (ricordo di averla ascoltata molti anni fa in un programma radiofonico, molto introspettiva, del genere un po’ *segaiolo* come, in fondo, sono io!). Quando qualcosa ci fa stare male, o siamo comunque troppo contorte per stare bene ed accontentarci di una certa mediocrità, è benefico leggere (o ascoltare) qualcuno che non vuole dirti che sei tu il problema. Ti ci fa arrivare per gradi, ad ammettere che tu contribuisci molto, al tuo modo di vivere! 🙂 Buona lettura, e ricordati, i tuoi suggerimenti mi sono sempre molto preziosi! (cercherò quel programma in internet, come sai sono senza TV)

  4. Laura V. ha detto:

    Anch’io amo molto la Gamberale, e “Per dieci minuti” è stato veramente terapeutico per me! Mi ha fatto quasi l’effetto di un manuale di self-help, mi ha trasmesso l’idea che vivere con un po’ di leggerezza sia possibile ( anche se le vicende da cui trae spunto non sono proprio leggere)…che dire, sono senza dubbio soldi spesi bene! Buona lettura!

    • E’ vero. Poi c’è un ‘lieto fine’ che è opposto a quel che, banalmente, ci si aspetterebbe dall’evoluzione degli incontri con il marito. L’ho trovato rassicurante, edificante, un buon auspicio. Cambiare è vitale, soprattutto se siamo (o diventiamo) consapevoli che il cambiamento avviene dentro di noi. Infatti penso che regalerò questo libro alle mie amiche, regalerò loro un’occasione per vivere un cambiamento.

  5. Molto interessante questo post. Il libro in formato ebook me lo sono subito procurato e andrò a spulciare anche i video. In effetti le routine ci aiutano a conservare le buone abitudini ma l’idea dei 10 minuti ‘creativi’ è fantastica.

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