Camminare, faticare, meditare

monti del solePer un brevissimo periodo ho pensato di ritornare a correre, come ai remoti tempi dell’università. Era un altro secolo, un altro millennio, e se il mio peso suppergiù è rimasto lo stesso di adesso, le ginocchia no. All’epoca erano sane, forti e robuste, ora molto meno.

E così mi sono rimessa a camminare, in modo più sistematico e motivato rispetto alle solite passeggiate di questi anni, cercando anche di variare gli itinerari e di lanciarmi qualche sfida. Abito ai piedi delle Dolomiti, e non mancano certo i percorsi da scegliere. Se sono da sola, preferisco il silenzio (niente auricolari, telefono in modalità aereo). Se sono in compagnia, scelgo lo stesso il silenzio, soprattutto se si va in salita. Ecco, ho imparato a selezionare i compagni di strada, escludendo chiunque non sappia tenere la bocca chiusa per un tempo considerevole. Sono ben più esigente, per la verità, e infatti esco quasi sempre con la stessa persona, con cui c’è un’intesa (tacita) anche su strada, ritmo, pause, ristori.

Camminare fa bene, e non serve che lo dica io. Fa bene soprattutto alla testa: in quell’ora (due, tre, o più se vado in montagna) i pensieri restano indietro, pian piano escono,  in breve si sente solo il ritmo del proprio passo, e del proprio respiro. Che spesso sono sincronizzati.

Ne approfitto quindi per parlarvi di un libricino (80 pagine scarse) trovato su Amazon.

eloge de la marche tranquilleE’ in francese, lo so, ma non mi pare di aver visto la traduzione in italiano (dovrò cominciare a propormi come traduttrice!). La marche in francese è semplicemente il camminare… Un camminare che viene proposto anche (volendo) come occasione per la meditazione. Avendo scelto, in questi mesi, di sostituire il più possibile l’auto coi miei piedi per i percorsi fino a 3-4 chilometri, ed essendo percorsi prevalentemente pianeggianti, ci ho provato: all’inizio ho avuto qualche -tante, diciamolo!- distrazione, i miei pensieri correvano e si intrufolavano come volevano… ma il tempo non mi è mancato, ed ora i benefici di questa pratica, di tanto in tanto, li ritrovo anche lungo le mie salite verso le cime.

In biblioteca poi ho ordinato due libri, in italiano (sull’arte del camminare e sulla filosofia del camminare): li ritirerò la settimana prossima e poi ve ne parlerò di sicuro. Perchè, ne ho accennato qualche post fa, l’estate prossima vorrei percorrere in solitaria la via Francigena, ma nel frattempo mi regalerò percorsi meno lunghi, ma altrettanto appaganti per il mio benessere, e voglio farlo con la maggior consapevolezza possibile!

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4 risposte a Camminare, faticare, meditare

  1. ideepensharing ha detto:

    è da qualche settimana che complice il caldo insopportabile non vado più a camminare con mio marito. Si sente la differenza, manca quell’oretta scarsa di riposo mentale e di chiacchere, devo assolutamente riprendere!

  2. Anna ha detto:

    Brava Anna. Ottima scelta.
    Il Cammino di Santiago è stato il viaggio più catartico che io abbia mai compiuto in tutti i miei peregrinare.
    Grazie per essere tornata coi tuoi post, mi mancavano.
    Io ho ripreso invece a correre, blandamente, ma alle sei, quando tutti dormono, sia in casa che fuori e nella timida luce del mattino mi godo la solitudine ed il silenzio, accompagnata solo dal mio fiato rumoroso (quello sì ;-))

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