Non era poi così difficile provarci: la pianificazione dei pasti (prima parte)

che fareL’assedio è stato duro, spietato, incondizionato. Inizialmente la battaglia era stata alla pari, la necessità di pianificare i pasti veniva neutralizzata dall’assoluta determinazione di chi non voleva nè regole nè impicci. Ad un certo punto, poi, era sembrato persino che la resistenza l’avrebbe spuntata quando, pur di non pianificare, rinunciavo persino a mangiare.

E invece è finita diversamente ed ora sventola festosa e maestosa la bandiera della cucina leggera, sana, veloce e programmata (questo è lo spot: la realtà è un bel po’ più traballante, diciamo che ogni tanto qualcosa non funziona come previsto…).

Tutto questo è successo a casa mia, e ci è voluto molto più di quanto avrei mai immaginato: il mio primo post sull’argomento risale nientedimenoche al primo dicembre 2013, quando c’era l’entusiasmo di chi voleva provarci e sembrava avere in pugno una vittoria facile. Lì ho imparato che la motivazione, se non è supportata dalla convinzione, evapora in un attimo…

Son cambiate tante cose da allora. Per cominciare, i nuovi orari di lavoro di mio marito fanno ricadere su di me quasi per intero l’organizzazione della spesa e la preparazione dei pasti, nel frattempo i due adolescenti hanno sviluppato gusti ed esigenze che mal si combinano con surgelati, precotti e improvvisazioni. Non solo: per saziarli mi ritrovavo costretta spesso ad uscire di casa all’ultimo momento per comprare qualcosa, e questo mi costava molto sia in soldi che in tempo e scocciature. Aggiungiamoci pure che il denutrito ragazzo ad un certo punto iniziò a frequentare la palestra, e a mettere appetito, ma tanto tanto appetito, come non si era mai visto fra queste mura, e la minestrina di salvataggio (il mio must 4 stagioni) per lui era peggio di un insulto…

Ma, ancora, probabilmente non avrei ceduto, se non mi fossi finalmente seduta a ragionare su cosa si mangiasse a casa mia. Perchè io mi vantavo di esser una che cura la propria alimentazione, ma invece in casa, e nella mia pancia, entravano tante tante schifezze.

All’inizio delle ferie, qualche settimana fa, ho deciso finalmente di mettermi d’impegno, anche per distrarmi dal vuoto lasciato dalla ragazza partita per un anno e che, per inciso, è finita in una famiglia in cui il cibo è religione e delizia somma, e in cui qualcuno le sta finalmente insegnando i segreti e i piaceri della cucina 🙂

Per la prima volta ho navigato in lungo e in largo fra i blog di cucina (parole chiave ‘ricette veloci’) ed ho selezionato tutte le ricette che mi ispirassero… rendendomi conto, poi, che erano praticamente solo pizze, torte salate e insalatone. In casa vogliono dei primi, dei secondi, il piattino unico che mi sazia a loro va bene come antipasto. E quindi ho ricominciato a cercare, sforzandomi di pensare anche alle esigenze dei due maschi di casa.

Sembra niente, ma per me è stato come passare l’esame di teoria… Mi sembrava che tutti dovessero accorgersi dei miei progressi, anche se, appunto, eravamo solo alla fase della teoria…

(Segue, a breve)

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12 risposte a Non era poi così difficile provarci: la pianificazione dei pasti (prima parte)

  1. “In casa vogliono dei primi, dei secondi, il piattino unico che mi sazia a loro va bene come antipasto£In casa vogliono dei primi, dei secondi, il piattino unico che mi sazia a loro va bene come antipasto”
    Siccome anche qua la situazione è la stessa, ma abbiamo anche mille altre problematiche, seguirò con attenzione lo svilupparsi della tua “pratica” per trovare spunti! 🙂

    Ciao, Fior

    • non farti grosse aspettative però, come cuoca io sono davvero molto basica (ricordo la prima volta che preparai un arrosto per il mio compagno di allora, un ragazzo arabo… (detestavo la carne e non cucinavo mai…) questi lo assaggiò e poi mi disse che mi voleva tanto bene, ma dalle sue parti si poteva chiedere il divorzio per un piatto del genere! son passati tanti anni, ma la mia abilità è più o meno la stessa! 😀

  2. ideepensharing ha detto:

    Brava!!!! Io di rientro dalle ferie sto riprendendo la pianificazione…vediamo se riesco a mantenerla!

  3. lamaky ha detto:

    Avrai notato che da un pò sono una frequentatrice costante del tuo blog, e sappi che prendo pure appunti! sulla pianificazione in cucina sto ferratissima, 😉 il mio meal plan con tanto di lavagnetta con mollette e bigliettini è una costante…ultimamente mi ero un pò persa, ma si sà, l’estate è così…riparto ancora più decisa e stimolata dai tuoi post.
    A presto Claudia.

  4. claudia ha detto:

    stiamo tutte qui ad aspettare i risultati della tua pianificazione 😀 sperando che avvenga il miracolo anche per noi! io non ho problemi sui pasti casalinghi (cucina il marito, ma la controparte è che non lavora….), quello che non riesco ancora a programmare bene sono i pasti lavorativi, i tempi e le spese, e mi sto applicando perchè entro settembre voglio definire per bene la questione!

    • pasti lavorativi? cioè ti porti il pranzo al lavoro? io devo solo portarmi un frutto per metà mattina e riesco regolarmente a dimenticarlo (fortuna che prossimamente avremo i distributori di frutta nelle aree break…)

      • claudia ha detto:

        Sì, mi porto sia il frutto (che mi ricordo solo se lo preparo la sera prima di fianco alla borsa) che il pranzo, perchè ci hanno appena trasferito in pieno centro e i bar sono fuori questione (non amo il genere), la mensa qui a fianco (sai le mense delle stazioni? ecco!) è una cosa inaffrontabile, per di più abbiamo la possibilità di fare una pausa solo di 30 minuti, che va benissimo per andare poi via prima a pomeriggio, e quindi ci possiamo portare qualcosa da casa da scaldare (abbiamo un microonde un po’ malmesso ma scalda). Ma dalla tua descrizione dell’arrosto ti somiglio molto in cucina, ieri sera ho cercato di prepararmi qualcosa per oggi (che poi scoprirò se è commestibile o meno) e quando sono rientrati marito e figlio hanno chiesto “ma cos’è questa puzza?”……
        0____0

      • io dico sempre ai miei che se vogliono cucinare loro, ben volentieri…

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